Altcoin: guida alle criptovalute alternative al Bitcoin

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giuseppe russo autore

Di Dario Marchetti

Nel panorama delle criptovalute si usa operare una distinzione netta tra Bitcoin e Altcoin. Tanto da indurre molte persone a porsi una precisa domanda: qual è la differenza tra il primo e le seconde?

In effetti non si tratta di una pura differenza di carattere nominale. Andiamo a vedere perché.

Cosa sono le Altcoin

Per Altcoin, o Alternative Coin, si intendono tutte le valute virtuali diverse dal Bitcoin.

Stiamo in pratica parlando di un ambito tale da comprendere migliaia di token, il quale cresce giorno dopo giorno.
Un ambito estremamente variegato, in quanto formato da progetti che perseguono obiettivi molto diversi. Alcuni hanno un intento chiaramente speculativo, altri si propongono semplicemente di porre riparo ad alcuni difetti della cripto regina, il Bitcoin.

Molte altcoin, a loro volta, si propongono di dare una concreta soluzione a problematiche ed esigenze della vita reale.

Proviamo quindi a individuare le Altcoin più promettenti in ognuna di queste categorie, in modo da porre le premesse per degli investimenti consapevoli. A tal proposito ricordiamo che c’è un broker di trading online che ha puntato con grande decisione sul settore.

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L’altcoin più famosa: Ethereum

La nostra rassegna sulle altcoin non può che partire da Ethereum (ETH). Il progetto è nato nel 2013, su impulso di Vitalik Buterin, uno sviluppatore canadese di chiare origini russe.

L’intento di partenza era quello di dare vita ad un token in grado non solo di concorrere con Bitcoin, ma anche di bypassarne i difetti in termini di scalabilità. Ovvero di varare una blockchain in grado di effettuare un maggior numero di operazioni nello stesso arco temporale.  

Per riuscirci, ETH utilizza i contratti intelligenti (smart contract). Un termine che indica contratti analoghi a quelli in uso nella vita di ogni giorno, tali però da non poter essere modificati, cancellati o alterati. In questo sistema, il token di riferimento è Ether.

Perché Ethereum è così importante? Il motivo è da ricercare nel fatto che è considerato la piattaforma ideale per la DeFi, finanza decentralizzata. Ovvero di quella che è considerata il futuro della finanza, per la quale si prevede una crescita esponenziale nei prossimi anni.

L’altcoin più discussa: Dogecoin

Se Ethereum vanta una notevole reputazione, il coin alternativo che ha destato maggiori polemiche nel corso degli ultimi anni è Dogecoin. Ovvero il vero e proprio capostipite dei memecoin, una categoria che include perlomeno un altro peso massimo come Shiba Inu.

Il progetto è nato anch’esso nel 2013, ad opera di Billy Markus e Jackson Palmer. L’intento di partenza era dissacratorio, tanto da esplicitarsi nella proposizione di un token incentrato sul meme di un cane di razza Shiba Inu.

Lo scherzo, però, si è ben presto tramutato in un vero fenomeno di massa, sotto forma di una community a sostegno di DOGE. All’interno della quale si è ben presto stagliata la figura di Elon Musk, il CEO di Tesla.

E’ stato proprio lui, coi suoi ripetuti tweet ironici, a fare da propellente per la straordinaria crescita del prezzo di Dogecoin. Un fenomeno che, tra alti e bassi, prosegue ancora oggi, destando polemiche.

L’altcoin più avversata a livello istituzionale: Ripple

Altro nome di spicco nel settore delle Altcoin è poi rappresentato da Ripple. Anche XRP ha fatto il suo debutto nel 2013, creato da Chris Larsen e Jed McCaleb.

La base è da rintracciare nel protocollo OpenCoin, mentre lo scopo del progetto è sempre quello di rimediare alle manchevolezze tecniche del Bitcoin, a partire dalle elevate commissioni.

Ripple, però, ha saputo caratterizzarsi soprattutto come soluzione rivolta alle imprese, in particolare quelle bancarie. Tra le maggiori peculiarità della sua blockchain c’è la possibilità di inviare una determinata somma in una valuta fiat, che può a sua volta essere trasformata dal destinatario a seconda delle sue esigenze.

Proprio Ripple, però, si è trovata nel corso dell’ultimo anno impelagato in una vera e propria guerra giudiziaria con la Security Exchange Commission statunitense.

Un conflitto di cui è ancora oggi difficile capire il possibile esito.

L’altcoin più intrigante: Terra

Una delle altcoin più rampanti è Terra. Il progetto iniziale risale al 2018, da un’idea di Daniel Shin e Do Kwon, con un campo di applicazione ben preciso: i pagamenti elettronici. Sulla sua blockchain è possibile non solo effettuare transazioni, ma anche fare staking (depositare denaro virtuale ricavandone una rendita passiva) e trasformare asset finanziari in token.

Nel corso degli ultimi mesi dell’anno il suo token di riferimento, LUNA, ha dato vita ad una corsa senza freni, aumentando enormemente il suo valore. A rendere possibile questa crescita è stata una serie di modifiche tecniche tali da dare vita ad un meccanismo considerato geniale dagli esperti.

Nel caso il trend proseguisse, Terra potrebbe avvicinarsi notevolmente a Bitcoin, a detta di molti analisti.

Le stablecoin

Altra categoria di altcoin che ha fatto molto discutere nel corso degli ultimi anni è rappresentata dalle stablecoin.

Con questo termine si indicano i token il cui valore è ancorato a quello di una valuta fisica o di beni materiali.

Il motivo del meccanismo instaurato è da ricercare nell’esigenza di eliminare la troppo elevata volatilità che caratterizza il mercato crypto.

Tra le più importanti del lotto ricordiamo non solo BNB, ma anche Tether e DAI.

Le polemiche di cui sono state oggetto sono relative al fatto che per ogni token emesso dovrebbe esserci una riserva di valore reale a garanzia.

Recenti indagini hanno invece dimostrato che per Tether questo principio è stato ripetutamente violato, mettendo a rischio i soldi degli utenti.

I Token Web.3.0

Infine, i token Web 3.0, un’altra categoria che viene accreditata di grandi potenzialità nell’immediato futuro. In questa nuova versione di Internet, in particolare, i creatori di contenuti potranno finalmente godere anche da un punto di vista economico del loro sforzo creativo.

Una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto accade ora, coi giganti della rete che fungono da veri e propri monopolisti in tal senso.

In questa particolare categoria rientrano due Altcoin già molto note, come Filecoin e Chainlink, oltre ad un cospicuo numero di progetti che sembrano intenzionati a ritagliarsi un posto al sole.

Tra di essi, ad esempio THETA, Helium, The Graph, Basic Attention Token e Siacoin.

Perché investire sulle Altcoin?

Come abbiamo visto, quindi, il panorama delle Altcoin è estremamente variegato. Molti di questi token hanno intenti puramente speculativi e sono nati sperando di ripercorrere le orme di Bitcoin.

Molti altri, però, hanno piani di ampio respiro e si ripromettono di servire reali esigenze della vita quotidiana. A partire dal settore dei pagamenti, ma non solo.

Perché investire su queste criptovalute? Un primo motivo può essere individuato nella necessità di diversificare il proprio portafogli d’investimento. Il secondo nelle straordinarie potenzialità di molte Altcoin, che non a caso hanno attratto investimenti dalle grandi aziende.

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